Trekking vista mare o boschi liguri: qual è la truffa più elegante?
Detto questo, smontiamo un po' di cose.
Il mito del trekking vista mare: quello che le foto di Instagram non mostrano
Partiamo dalla pornografia orizzontale dei social: foto con il mare azzurro alle spalle, didascalia tipo "La Liguria vista dai sentieri 🥾💙", filtro al massimo. Cosa non vi dicono? Che il Sentiero Azzurro delle Cinque Terre — il campione nazionale del trekking costiero a uso e consumo turistico — copre un tragitto complessivo tra i 12 e i 15 km con un dislivello che sfiora i 1.000 metri. Mille. Non una passeggiata sul lungomare: gradinate scolpite nella roccia, tratti esposti, e in estate un caldo da fornace tra i vigneti a terrazza che vi farà maledire ogni singolo like che avete cercato.
Il trekking vista mare ligure è una finta passeggiata: dietro ogni panoramica c'è una gradinata che vi toglierà il respiro.
Il Sentiero del Pellegrino, tra Noli e Varigotti, è un altro classico del genere: 4,5-5 km, 350 metri di dislivello, tre ore circa. Brevetto e simpatico — su questo non si discute — ma sempre su e giù per costoni rocciosi, non esattamente il giro della nonna per andare a prendere il latte. I sentieri costieri liguri sono belli proprio perché impegnativi: il dislivello concentrato è la regola, non l'eccezione. Chi vi vende un "trekking leggero vista mare" vi sta imbrogliando, o non è mai stato in Liguria.
L'entroterra: boschi, silenzio e la verità scomoda dell'acqua
Passiamo dall'altra parte della barricata. L'entroterra ligure — quello vero, non i giardini botanici con i cartelli didattici — è un'altra storia. Qui il modello di riferimento è il Cammino nel Tigullio, un itinerario ad anello di 65 km partendo da Chiavari che tocca il Santuario di Nostra Signora di Montallegro a 612 metri di quota, arriva al Manico del Lume a 812 metri, aggira il Monte di Portofino e scende all'Abbazia di San Fruttuoso. Ideato nel 2019, non è una passeggiata: è un percorso che richiede pianificazione, gambe discrete e una certa familiarità con le mulattiere antiche — quelle stesse pietre che i liguri usavano per trasportare merci e ardesia dalla Val Fontanabuona alla costa.
Poi c'è l'Alta Via dei Monti Liguri, la madre di tutti i sentieri liguri: oltre 400 km, 43 tappe, dal Monte Saccarello — che a 2.201 metri è il punto più alto della regione — fino a Sarzana. Qui non si scherza: siamo nel territorio della dorsale appenninica, con rifugi distanti tra loro, cambi di meteo repentini e la possibilità reale di trovarsi soli in quota senza un'anima per chilometri.
Scegliere mare o montagna in Liguria non è una questione di panorami: è decidere se volete soffrire in salita o soffrire in discesa.
La nota dolente — che le guide patinate sorvolano con grazia — è l'acqua. Sulle dorsali preappenniniche la fontana non è garantita. I borghi storici hanno punti di rifornimento, ma tra un paese e l'altro potreste camminare ore senza incontrare una goccia. Non è un dettaglio marginale: è il tipo di informazione che separa l'escursionista preparato dal turista che finirà per chiamare i soccorsi da un crinale.
Confronto diretto: le due Ligurie, una accanto all'altra
Per chi vuole numeri chiari — e qui l'ironia cede il passo alla sostanza — mettiamo le due esperienze una di fronte all'altra:
| Sentieri costieri | Sentieri d'entroterra e crinale | |
|---|---|---|
| Esempio tipico | Sentiero Azzurro, Sentiero del Pellegrino | Cammino nel Tigullio, Alta Via dei Monti Liguri |
| Lunghezza | 4,5-15 km per tratta | 65 km (Cammino) / 400+ km (Alta Via) |
| Dislivello | Concentrato, 350-1.000 m | Distribuito su tappe multiple |
| Quota massima | Raramente sopra i 400-500 m | Fino a 2.201 m (Monte Saccarello) |
| Acqua | Borghi frequenti, più rifornimenti | Scarsa sul crinale, presente nei borghi |
| Folla | Alta in stagione, soprattutto Cinque Terre | Bassa anche in piena estate |
| Tempistica | Mezza giornata / giornata intera | Multi-giornaliera, da pianificare |
| Vista | Mare aperto, panorami costieri | Boschi, valli, crinali appenninici |
| Tipico frequentatore | Turista occasionale, famiglie avventurose | Escursionista esperto, chi cerca solitudine |
La tabella non mente: sono due mondi diversi, non due versioni dello stesso prodotto. Scegliere in base al "tipo di panorama" è come scegliere un'auto in base al colore.
Il Parco di Portofino: il compromesso che non è un compromesso
C'è poi un terzo attore in questa commedia, che spesso viene dimenticato o — peggio — dato per scontato: il Parco Naturale Regionale di Portofino. Istituito nel 1935 — sì, quando ancora la parola "ecosostenibilità" non esisteva — è un punto di snodo escursionistico dove le due anime liguri si incontrano. Prendete Pietre Strette: un crocevia da cui potete salire verso le vette del promontorio o scendere verso San Fruttuoso con il mare che vi si apre sotto come un sipario blu.
Ma attenzione: il Parco di Portofino non è il compromesso comodo che sembra. I sentieri sono tecnicamente impegnativi — radici, roccia, tratti esposti — e il dislivello si accumula in fretta. Chi arriva qui pensando di fare "una passeggiata nei boschi con vista mare" sta fraintendendo tutto. Il Parco è la sintesi ligure per eccellenza: costa e montagna insieme, ma con le regole di entrambe.
L'errore che fanno tutti (e come evitarlo)
L'errore classico — quello che vedo ripetersi ogni stagione come un rituale liturgico del turismo mordi-e-fuggi — è scegliere il percorso in base all'estetica dell'esperienza piuttosto che alla realtà del terreno. "Voglio il mare" significa: accetto saliscendi continui, esposizione al sole, folla nei punti panoramici, assenza di ombra. "Voglio i boschi" significa: accetto dislivelli distribuiti, possibile scarsità d'acqua, orientamento più complesso, tempi più lunghi.
Ecco le cose concrete da tenere a mente:
1. Verificate il dislivello reale, non solo la lunghezza in km. Cinque chilometri di costiera ligure equivalgono a dieci di pianura padana: la differenza la fa il saliscendi continuo.
2. Portate acqua per l'entroterra, crema solare per la costa. Sembra banale, ma ogni anno i soccorsi del CAI estraggono disidratati dai crinali e scottati dai costoni rocciosi.
3. Scegliete in base al tempo disponibile. Il Cammino nel Tigullio è un impegno multi-giornaliero; il Sentiero del Pellegrino si fa in mezza giornata. Mescolare le aspettative è il primo passo verso la delusione.
4. La Via dell'Ardesia — tra Lavagna e la Val Fontanabuona — è la prova che entroterra e storia sono inseparabili: le antiche mulattiere che percorre non sono un percorso "secondario", ma la spina dorsale della Liguria autentica.
L'ultima parola (che non è un verdetto)
Non esiste una risposta giusta alla domanda "mare o boschi?" — e chi ve la dà con convinzione vi sta vendendo qualcosa. La Liguria non è un catalogo di esperienze da spuntare: è un territorio verticale, stretto tra mare e montagna, dove ogni sentiero è un compromesso geologico. Il trekking costiero vi offrirà panorami che tolgono il fiato — e anche le ginocchia. L'entroterra vi darà silenzio, storia e la consapevolezza di essere ospiti in un paesaggio che non è stato addomesticato per il vostro Instagram.
La scelta vera non è dove andate: è come ci andate. Con preparazione, rispetto per il territorio, e la consapevolezza che dietro ogni "sentiero facile con vista" si nasconde sempre una gradinata che vi farà bestemmiare in dialetto ligure. Che, dopotutto, è l'unico linguaggio veramente appropriato per certe salite.
